Convegno Asma e BPCO

Nov 22, 2011 by

La metà degli asmatici in Europa non segue una terapia controllata. Eppure basterebbe seguire alcune regole base, dalla diagnosi alla terapia. Con un notevole risparmio sui costi di ospedalizzazione.
La relazione del professor Roberto Dal Negro - direttore del dipartimento di medicina interna, Unità Operativa di Pneumologia, Unità locale socio sanitaria 22, Regione Veneto - ha dimostrato come la convenienza delle scelte terapeutiche si trasforma inevitabilmente in scelte convenienti per i pazienti e per il servizio sanitario.
Dagli studi citati dal professor Dal Negro, infatti, si rileva che circa il 50% degli asmatici in Europa non segue una terapia controllata e che un terzo dei pazienti asmatici è soggetto a una diagnosi errata. Spesso infatti l'identificazione dell'asma con il sintomo conduce a diagnosi errate.
Inoltre il tempo di latenza medio tra sospetto medico e primo esame non è mai inferiore ai 5 anni e metà dei soggetti indagati non esegue alcun test respiratorio.
Tutto ciò lascerebbe supporre che nel circuito farmaco-medico-paziente, ci potrebbe essere un ruolo significativo per la farmacia nel trasformarsi in un interfaccia utile a individuare i primi sintomi o il sospetto di insorgenza dell'asma, stimolando o effettuando una diagnosi strumentale. Ci vuole però cautela, afferma il professor Dal Negro, perché la lettura di un test come la spirometria è particolarmente complessa e richiede un'esperienza che il farmacista non possiede.
Altro capitolo importante riguarda i costi. È infatti dimostrato il rapporto tra gravità della malattia e impatto sui costi di ospedalizzazione, che si riducono anche per un'adeguata terapia farmacologica. Dopo un anno di terapia appropriata, infatti, i costi si riducono mediamente del 18% con punte del 40% per gli stadi più severi.

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